L'articolo 18 dello statuto dei lavoratori è al centro del dibattito ormai da lungo tempo e considerando già le limitazioni, i casi specifici e tutte le ipotesi sulla sua abolizione, totale o parziale, ci siamo chiesti se nell'ambito delle locazioni esista un articolo corrispondente, altrettanto discusso e dibattuto. E la risposta l'abbiamo trovato nell'articolo 79 della vecchia legge "Equo canone".
Come funziona l'affitto
Come funziona l'affitto
Quali sono i rapporti che regolano un contratto di affitto:
- Come e quando dare disdetta?
- Si può aumentare il canone di affitto?
- Il deposito cauzionale va restituito?
- Quanto durano i contratti?
- Quanti tipi di contratto esistono?
- Quando un contratto di affitto è nullo?
- Che tasse devo pagare?
- Quali sono le spese a carico di un inquilino?
L’elenco dei dubbi su un contratto di affitto (per nostra fortuna diremmo) sono davvero numerosi e qui raccogliamo un po’ di risposte, semplici, immediate e alla portata di chi realmente vive in affitto o ha dato la sua casa in affitto.
Con la TASI, la tassazione immobiliare non coinvolge più solo chi è proprietario di una casa. Anche l'inquilino, negli ultimi anni sempre più sgravato da imposte e balzelli, il passo indietro è significativo. Per fortuna, molti Comuni sono riusciti a esentare il conduttore di immobile in affitto dal pagamento della TASI. Ma non è così dappertutto: vediamo chi saranno gli sfortunati inquilini a dover contribuire a questa nuova tassa.
Sempre più frequentemente al contratto d' affitto vengono affiancate forme di garanzia che possano tutelare il proprietario nel caso di mancato pagamento del canone di locazione e/o di eventuali danni arrecati dall'inquilino all'immobile concesso in locazione. Spesso tale forme di garanzie corrispondono con fidejussioni, bancarie o assicurative, che vengono rilasciate dall'inquilino alla stipula del contratto. Nel momento in cui si registra il contratto, va registrata anche tale garanzia? Con quale importo?
Dopo il primo grande ritardo dovuto alle mancate delibere comunali, si avvicinano inesorabilmente le scadenze per il reale versamento delle aliquote Tasi. Così crescono dubbi e perplessità rispetto ai tanti casi particolari e le tante situazioni anomale in cui si trovano proprietari ed inquilini. Abitazioni principali ma anche affittate; un solo tributo, ma più obbligati; imposta annuale per possessi parziali, solo per fare alcuni esempi di situazioni "particolari".
L'estate piovosa non ha solo rovinato le vacanze di molti italiani, ma ha anche creato qualche problema di infiltrazioni in casa. Cosa fare allora per far sì che non piova anche in casa? Semplice: aprire un cantiere ad agosto, con il rischio però che possa chiudersi solo dopo le ferie. Ma l'inquilino che si ritrova con una casa, quindi, non del tutto agibile ha degli strumenti per cercare di accelerare i lavori e riuscire a godersi appieno l'immobile per il quale paga regolarmente il canone d'affitto?
Nel pieno della "stagione universitaria", se così vogliamo definire la stagione degli affitti dedicata ai tanti studenti fuori sede che in questo periodo cercano (più o meno disperatamente) una sistemazione abitativa nella città in cui hanno scelto di studiare, riceviamo moltissime richieste da parte di proprietari e di inquilini circa la migliore formula contrattuale con un cui gestire l'affitto per studenti. Le richieste sono davvero varie ed eventuali, ma vogliamo partire rispondendo ad un lettore che ci chiede delucidazione su una formula contrattuale molto discussa: il posto letto!
Nel momento in cui l'inquilino inizia la trattativa per prendere in affitto un immobile, concorda con l'agente e/o la proprietà le condizioni del contratto. Tra queste ci sono le forme di garanzia richieste, a copertura di eventuali danni o debiti. Quindi, solitamente al momento della firma l'inquilino presenta già la garanzia: come forma assicurativa, come assegno, con copia del versamento.
Ma se ciò non avviene, cosa succede al contratto? Quali sono i diritti del proprietario?
La questione prima casa, sappiamo bene, sta molto a cuore agli italiani ed ai lettori di questo nostro blog. Così dopo aver risposto a tanti commenti sul tema, proviamo a fare il punto con ordine sulla questione abitazione principale e l'affitto della stessa, ma solo per brevi periodi. Per il tempo di una vacanza. È possibile? Ma soprattutto è possibile senza perdere le agevolazioni prima casa?
Il rapporto d'affitto tra proprietario ed inquilino parte con la firma del contratto di locazione, dove vengono messe nero su bianco tutte le pattuizioni stabilite e su cui forse si è precedentemente discusso (canone, deposito, durata, ecc..) e procede subito dopo con la consegna delle chiavi e quindi la stesura di un verbale di consegna, nel quale annotare con precisione non solo gli elementi presenti nell'immobile, ma anche il loro stato. È importante, per questo, non dare nulla per scontato ed, armandosi di pignoleria, compilare attentamente il documento!
Capita (fortunati loro!) di ricevere in eredità un immobile, insieme magari a qualche cugino e in una città lontana. Il lascito non è certo un problema, ma la gestione delle pratiche per l'affitto potrebbero diventarlo nel momento in cui questo vorrebbe dire spostarsi per la firma del contratto e poi il rinnovo, subentri, le tasse. Sarebbe possibile, allora, prevedere di lasciare la gestione pratica all'unico parente che vive in città e magari anche lasciargli buona parte del canone? Come gestire le cose a livello fiscale?
Abbiamo di recente visto che le compravendite immobiliari legate al ramo non abitativo siano in forte ridimensionamento, nel nostro Paese, a causa della crisi economica. Quello degli uffici è il settore che risente di più della congiuntura economica sfavorevole. Un consulente o un libero professionista che avvia una nuova attività, se non ha necessità di frequenti contatti con il pubblico, può temporaneamente sfruttare una porzione di casa propria: ma non è certo l'ideale. Quale soluzione per dotarsi di un ufficio funzionale e confortevole, risparmiando? Vediamo insieme due soluzioni: l'affitto condiviso con altri liberi professionisti e il co-working.


