A pochi giorni dalla scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi (la data ultima era il 30 giugno), non è piacevole la scoperta fatta dal nostro lettore (e forse da qualcun altro) che pur avendo diritto alla detrazione come inquilino che vive in affitto, con regolare contratto registrato e a canone agevolato, non si vede riconoscere tale beneficio, non avendo presentato una propria dichiarazione, causa mancanza di reddito. Ci verrebbe quasi da esclamare: contribuente incapiente? No dichiarazione? Ahi! Ahi! Ahi!
Come funziona l'affitto
Come funziona l'affitto
Quali sono i rapporti che regolano un contratto di affitto:
- Come e quando dare disdetta?
- Si può aumentare il canone di affitto?
- Il deposito cauzionale va restituito?
- Quanto durano i contratti?
- Quanti tipi di contratto esistono?
- Quando un contratto di affitto è nullo?
- Che tasse devo pagare?
- Quali sono le spese a carico di un inquilino?
L’elenco dei dubbi su un contratto di affitto (per nostra fortuna diremmo) sono davvero numerosi e qui raccogliamo un po’ di risposte, semplici, immediate e alla portata di chi realmente vive in affitto o ha dato la sua casa in affitto.
Negli ultimi anni si parla molto di formule di affitto con riscatto e in generale di andare in affitto per poi comprare l'immobile. Abbiamo anche un'apposita formula, comprafittando, studiata proprio per quanti dopo una primo periodo in affitto decidono di "investire" quanto versato come canone, come acconto per l'acquisto. Ma oggi, al contrario, vogliamo risolvere il dubbio di quanti si trovano di fronte acquirenti che stanno comprando per mettere subito a reddito l'immobile e quindi affittarlo subito, fin dal compromesso. Possono farlo?
Mentre in questi giorni stiamo prendendo confidenza con la Tasi e cercando di risolvere gli ultimi dubbi, prima fra tutto quello se nel proprio comune c'è stata o meno la delibera e se dovrò pagare e quanto, torna di gran moda la "questione Imu". La Tasi, infatti, si aggiunge al più famoso tributo Imu che è dovuto dai proprietari di seconde case. Quando e in quale misura? Facciamo sempre un esempio.
Nell'ambito degli affitti ad uso abitativo, in seguito alla riforma introdotta dalla legge 431/98, ci sono pattuizioni contrattuali alle quali è possibile derogare. Tali pattuizioni devono essere espressamente riportate nel contratto come clausole vessatorie, che richiedono pertanto la doppia firma delle parti e quindi un richiamo esplicito ad averle lette ed approvate. Ma ci sono altre pattuizioni che non possono in nessun modo essere modificate e che, seppure inserite nel contratto, sarebbero nulle se contestate davanti ad un giudice.
Dopo il tormentone Ici e quello Imu, è il momento della "Tasi – mania". Innanzitutto se il rinvio della scadenza per i tanti comuni che non hanno ancora deliberato può lasciare a molti cittadini il tempo di godersi la bella stagione, ci sono anche un po' di cittadini, invece, che possono iniziare a fare i calcoli e cominciare a tradurre in numeri i fiumi di parole che si sono versati sull'argomento. Facciamo quindi un esempio concreto aiutando un nostro lettore a fare i calcoli.
Per chi deve aprire un ristorante o un'attività commerciale soggetta al rilascio di particolari autorizzazioni amministrative, licenze e permessi, l'individuazione del locale è solo un primo passo verso l'apertura. Infatti, una volta individuati la zona giusta, la metratura adeguata, il canone congruo ed il proprietario disponibile, inizia il lungo iter burocratico che potrebbe riservare spiacevoli soprese. Soprattutto l'installazione di una canna fumaria sembra un percorso ad ostacoli che solo in pochi superano. Nel frattempo il contratto è già partito ed i lavori iniziati, ma il permesso non arriva. Come comportarsi?
Un inquilino può dare disdetta in qualsiasi momento, per gravi motivi, ma rispettando i termini di preavviso che di solito sono di sei mesi. In sei mesi, però, molte cose possono cambiare e magari quei gravi motivi rientrare. Quindi restare nell'immobile in affitto potrebbe ora tornare ad essere conveniente, ma come fare con la disdetta inviata? Posso semplicemente ripensarci e rimanere finché nuova disdetta non ci separi?
Spesso si sente parlare di figli che acquistano la nuda proprietà, lasciando ai genitori l'usufrutto dell'immobile. Oppure si sente parlare dell'istituto della nuda proprietà come nuova ed alternativa forma di investimento in campo immobiliare. Una nostra lettrice ci e si chiede però dove sia la convenienza, non tanto per il nudo proprietario, quanto per l'usufruttuario sul quale gravano le tasse. Giusto?
Addentrarsi nel mondo degli affitti per un potenziale inquilino vuol dire innanzitutto dover far i conti con una serie di richieste, economiche e non, che potrebbero far perdere di vista il principale obiettivo: trovare l'immobile che soddisfi una specifica esigenza. Per aiutare gli inquilini a rimanere fissi e concentrati sull'obiettivo, offriamo una seconda parte del nostro dizionario, in versione Bignami, per orientarsi nel mondo delle locazioni.
Le tasse sulla casa sembrano essere tutta una questione di scadenze. Sì, perché per i Comuni è scaduto il 23 maggio il termine entro il quale deliberare le aliquote TASI. Per i municipi che hanno provveduto entro tale data a deliberare (o, comunque, che troveranno la propria delibera inserita sul sito del Dipartimento delle Finanze al 31 maggio), la scadenza TASI coinciderà con quella dell'acconto IMU su seconde case e immobili commerciali e produttivi: 16 giugno. Spostata al 16 ottobre, invece, l'analoga scadenza TASI per tutti i Comuni che non hanno deliberato in tempo. Ma quanti e quali sono?
Per un inquilino, alla prima esperienza con il mondo dell'affitto, la principale difficoltà potrebbe essere rappresentata da alcuni termini tecnici che l'agente snocciolerà con grande disinvoltura, ma a cui spesso un neofita del settore non sa dare il giusto significato, o anche solo un significato!
Allora proviamo a creare insieme un piccolo "Bignami", pratico e pronto all'uso!


