Il contratto d’affitto transitorio, meglio noto come contratto breve, è oggetto di molte richieste di approfondimento che riceviamo quotidianamente. Legarsi per 4 anni, la durata del contratto libero in Italia, spaventa evidentemente i proprietari, ma spesso ancor di più spaventa gli inquilini che si immaginano a breve già in altre case o per lo meno vogliono sentirsi liberi di spostarsi, cambiare vita e quindi casa. Nonostante sia possibile, a partire dalla legge di riforma delle locazioni, la 431 datata 1998, stipulare questa nuova tipologia di contratto, di fatto rimangono ancora molti dubbi sul come e quando un contratto transitorio sia regolare e quando no. E poi permane il più grande dei dubbi, che per qualcuno è diventata certezza: lo posso rinnovare?
Come funziona l'affitto
Come funziona l'affitto
Quali sono i rapporti che regolano un contratto di affitto:
- Come e quando dare disdetta?
- Si può aumentare il canone di affitto?
- Il deposito cauzionale va restituito?
- Quanto durano i contratti?
- Quanti tipi di contratto esistono?
- Quando un contratto di affitto è nullo?
- Che tasse devo pagare?
- Quali sono le spese a carico di un inquilino?
L’elenco dei dubbi su un contratto di affitto (per nostra fortuna diremmo) sono davvero numerosi e qui raccogliamo un po’ di risposte, semplici, immediate e alla portata di chi realmente vive in affitto o ha dato la sua casa in affitto.
Ancora una volta, una lettrice ci fornisce lo spunto per fare maggiore luce su un aspetto non banale collegato alla “vita” di un contratto di locazione. Si tratta di una questione rilevante dato il crescente ricorso alla condivisione degli appartamenti in affitto da parte di lavoratori, studenti e, come nel caso segnalatoci, delle cosiddette “coppie in periodo di prova”.
Le questioni condominiali sono sempre tra le più numerose che riceviamo e sappiamo bene quanto le liti da condominio incidano pesantemente sull'enorme numero di cause civili che caratterizzano il nostro paese. Nel caso del rapporto tra proprietario – inquilino e condominio, il tema più ricorrente riguarda l'attribuzione di competenza delle spese: quali a carico del locatore, quali a carico del conduttor, come vengono definite le parti all'interno della "sacra" tabella aggiornata di recente da Confedilizia in cui si parla della ripartizione di tali spese. Ma, pur riferendosi a tale tabella, permangono alcuni dubbi sulla necessità o meno di pagare una quota per servizi di cui l'inquilino non usufruisce, come il classico caso dell'ascensore per un inquilino del piano terra.
La morosità continua ad essere la causa principale per cui si richiedono ed eseguono sfratti, come ci dimostrano i dati sui provvedimenti esecutivi di rilascio di immobili ad uso abitativo emessi nell’anno 2014.
Su un totale i 77.278 procedimenti il dettaglio ci dice che:
- 3.433 sono i procedimenti per necessità del locatore
- 4.830 sono i procedimenti per finita locazione
- 69.015 quelli per morosità ed altra causa
Ovvero quasi il 90% del totale dei procedimenti di sfratto viene richiesto a causa della morosità dell’inquilino, ovvero del mancato pagamento del canone pattuito.
La situazione di morosità dell’inquilino comporta per lo stesso la perdita di ogni suo diritto?Ce lo chiede un lettore e noi proviamo a rispondere.
Cittadini italiani, comunitari ed extra comunitari. Le definizioni sono abbastanza chiare ed evidenti, ma di fatto per un proprietario che affitta il proprio immobile l'appartenenza ad una categoria o ad un'altra dell'inquilino selezionato implica la necessità di presentare più o meno pratiche. Quindi comprendiamo i dubbi di alcuni lettori che ci scrivono per capire come comportarsi rispetto alla presentazione o meno della comunicazione di cessione fabbricato, quali documenti richiedere nello specifico ai vari inquilini, che peso ha il possesso del permesso di soggiorno. Dubbi che condivideranno molti proprietari considerando il numero consistente di inquilini anche stranieri che prendono in affitto l'immobile, per un periodo transitorio, o come propria abitazione principale.
Avevamo dedicato già alcuni articoli alla questione degli inquilini stranieri, ma riteniamo utile un breve e veloce ripasso della questione, rispondendo ai quesiti di un nostro lettore, immaginando siano gli stessi di molti altri.
Abbiamo offerto qualche settimana fa una breve e semplice guida agli studenti che cercano, proprio in questo periodo, una sistemazione abitativa nella città prescelta per frequentare gli studi universitari. Abbiamo poi analizzato il mercato e l’andamento dei prezzi, informando quindi le famiglie che dovranno sostenere l’ingente spesa. E ora eccoci qui a rispondere ai dubbi, concreti e reali, di una studentessa (una fra tanti) che si trova difronte a richieste molto particolari, pretendenti e al limite del legale. Come capire il confine, allora, tra lecito ed illecito e come fermare l’immobile giusto, alle condizioni altrettanto giuste? Proviamo a diradare la confusione!
Dopo aver tanto atteso, i proprietari napoletani possono finalmente contare sull'aggiornamento dei valori introdotti dall'accordo territoriale. Questo potrà finalmente chiarire il dubbio circa la convenienza del canone concordato rispetto al canone libero; evidente dalla tassazione agevolata prevista pe rquesti casi. Finora i valori molto bassi non avevano offerto a questi proprietari, così come avevamo visto succedeva a Milano, di usufruirne. Cosa cambia da oggi? .. Facciamo un po' di calcoli.
Approfittiamo della richiesta di una lettrice per affrontare in profondità, partendo dal caso specifico, un argomento di interesse diffuso sul quale forse non è ancora stata fatta la chiarezza necessaria, pur essendo l’Italia una Repubblica attualmente fondata sul dissesto idrogeologico: l'agevolazione concessa ai locatori di immobili situati in Comuni oggetto negli ultimi anni di calamità naturali.
Sfatiamo l'ennesimo luogo comune: non è vero che il conduttore di un contratto transitorio per studenti universitari possa sempre fruire delle vantaggiose detrazioni previste per questa categoria di conduttori. Il caso del dottorando ci aiuta a capire meglio.
L'estate è ancora addosso, come abbiamo cantato spesso quest'estate, eppure si respira già l'aria del rientro, di settembre, di buoni propositi.
Così molti studenti devono dismettere i panni spensierati delle vacanze ed iniziare ad indossare quelli dei giovani in cerca di una sistemazione abitativa. Se infatti la loro condizione è di studenti fuori sede, è arrivato il momento di cercare un posto dove abitare, poter comodamente studiare, magari cercando di pesare relativamente sui bilanci familiari. Da ex studenti e soprattutto esperti in materia, vogliamo offrire a questi giovani inquilini semplici ed immediati consigli per iniziare al meglio un'avventura, che sarà sicuramente indimenticabile, formativa e positiva.
Finalmente, dopo aver da tempo segnalato e ripetuto che in una città come Milano, dove sono in tanti a scegliere l'affitto o a dover prendere un immobile in locazione considerando la condizione di studente o trasfertista, era ormai indispensabile procedere con il rinnovo dell'accordo territoriale. Lo stesso era fermo al 1999, in lire e con valori lontanissimi da quelli che vengono richiesti nella realtà del mercato libero. Proviamo a capire, quindi, se il nuovo accordo, appena siglato, ha rimesso a posto la situazione; offrendo di fatto ai proprietari l'occasione di sfruttare le agevolazioni previste peri contratti a canone concordato e agli inquilini di poter spuntare canoni più bassi e ci auguriamo più sostenibili.


