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Studenti fuori sede, dopo un'estate di mercato fermo settembre segna una parziale ripartenza
A favorire la ripresa degli affitti di stanze i test di ingresso di molte facoltà, ma anche la disponibilità di diversi proprietari a praticare sconti sul prezzo delle stanze

Gli sconti sui prezzi delle stanze rilanciano gli affitti a studenti

Parziale ripresa del mercato della locazione ai fuori sede dopo l’esito dei test di ingresso e grazie ai ribassi dei canoni di affitto

 

Dopo una partenza del mercato decisamente a rilento questa estate, gli affitti a studenti universitari hanno beneficiato di una generalizzata ripresa a settembre e ottobre, pur con un numero di scambi che difficilmente tornerà ai livelli degli scorsi anni. Se la didattica a distanza ha favorito gli studenti che volevano approfittare di quest’anno particolare per poter frequentare da casa, in molti hanno deciso di prendere comunque una stanza in affitto, anche approfittando degli sconti che, in molte città, i proprietari hanno praticato per agevolare il riempimento delle stanze rimaste sfitte.

 

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Dopo una partenza a rilento, a settembre parziale ripresa del mercato dell’affitto di stanze a studenti

 

La situazione difficile del mercato della scorsa estate

La grande incertezza è stato l’elemento dominante del mercato della locazione durante tutta l’estate.

Gli studenti si trovavano davanti ad uno scenario difficile da interpretare in merito alla situazione epidemiologica in cui si sarebbero trovati al momento della ripresa dei corsi, mentre le università rimanevano in attesa di chiare linee guida dal MIUR riguardo alla possibilità loro concessa di riprendere le lezioni in aula e all’eventualità di poter affiancare la didattica a distanza a quella tradizionale.

Nel frattempo, i proprietari di case in affitto nelle zone universitarie avevano proposto sul mercato le stanze dei propri appartamenti pressoché allo stesso prezzo dello scorso anno.

L’Ufficio Studi Solo Affitti, infatti, a luglio rilevava canoni di affitto delle stanze per studenti in leggerissimo calo (-2%). Anzi, balzava all’occhio un dato: nelle città più costose per i fuori sede (Milano, Bologna, Roma, e Napoli) continuava il rally dei prezzi registrato durante gli scorsi anni.

Questa rigidità dei prezzi, assieme all’impasse nella ricerca dell’alloggio da parte degli studenti, timorosi di impegnarsi con un contratto di affitto, ha determinato fino almeno a fine agosto un mercato della locazione ai fuori sede piuttosto statico, con poche richieste e ancor meno transazioni in quasi tutte le città universitarie.

 

Quali elementi hanno determinato la parziale ripresa del mercato di settembre?

Per fortuna, settembre ha segnato un significativo cambio di passo, complici principalmente tre fattori:

● una situazione epidemiologica che, per l’intero mese di settembre, è parsa piuttosto sotto controllo

● l’arrivo dei test di ingresso, il cui esito mette in moto la ricerca di una stanza da parte degli studenti che attendono di sapere la facoltà a cui potranno iscriversi

● una tendenza nuova per il mercato degli affitti di stanze per studenti, che l’Ufficio Studi di Solo Affitti ha rilevato in diverse città sede di facoltà: la disponibilità di molti proprietari a concedere sconti sul prezzo delle stanze per agevolare il riempimento dei loro appartamenti, spesso rimasti (inaspettatamente?) semivuoti. Ne parliamo approfonditamente poco oltre.

Tutti aspetti che hanno contribuito alla ripartenza del mercato. Ripartenza che porterà a recuperare il gap cumulato rispetto agli scorsi anni questa estate?

Se è vero che il 61% delle agenzie Solo Affitti coinvolte nella ricerca registrano a settembre un aumento delle richieste da parte degli studenti, difficile che il mercato mantenga i livelli di anni “normali”.

Diversi studenti, soprattutto le matricole, sembrano aver voluto approfittare della possibilità di seguire le lezioni in modalità DAD (Didattica A Distanza) per beneficiare di un anno di frequenza senza bisogno di affittare una stanza o un appartamento lontano da casa.

 

Ribassi dei prezzi delle stanze in molte città, la tempestiva risposta del mercato al rischio di sfitto

 

Perché variazioni di prezzo generalizzate nel giro di pochi mesi sono vere eccezioni nel mercato immobiliare

Il mercato immobiliare italiano è solitamente piuttosto rigido sul versante prezzi.

Questo per una ragione semplice: è caratterizzato da una proprietà immobiliare molto frammentata e diffusa: la gran parte delle abitazioni sono in mano a tantissimi piccoli proprietari privati, mentre solo una piccola fetta del patrimonio è gestito da società immobiliari.

Per questo, ad esempio, anche in piena emergenza Covid-19, con un 2° trimestre 2020 che ha fatto registrare rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente un -27% di compravendite, i prezzi delle case non hanno subito particolari scossoni.

La logica dominante dei piccoli proprietari è: piuttosto aspetto mesi, anche anni per riuscire a vendere la mia abitazione, ma non ci voglio rimettere in alcun modo. Neppure il lockdown è riuscito a dare accelerazioni al calo di prezzi, che, sì, sta caratterizzando il nostro paese, ma in maniera estremamente graduale, con un trascinamento che dura da anni inesorabilmente.

Ebbene, di fronte ad una stagnazione dei prezzi simile per le vendite immobiliari, il mercato dell’affitto si è dimostrato decisamente più reattivo e flessibile. I proprietarisi sono dimostrati piuttosto pronti a rispondere alle criticità generale dall’emergenza sanitaria e dal mutato contesto di mercato.

Una situazione che possiamo tranquillamente definire più unica che rara, quindi, ma che si è verificata (almeno in parte), contribuendo al rilancio del mercato degli affitti a studenti lo scorso settembre.

 

Sconti sui canoni di affitto delle stanze a studenti: quanto, dove e perché

In particolare, sono moltissimi i locatori di abitazioni a studenti fuori sede ad avere deciso, visto l’impasse estivo del mercato e la preoccupante situazione di stanze rimaste sfitte, di ribassare i canoni di affitto a cui offrivano le stanze.

Ben il 43% delle agenzie Solo Affitti in città universitarie dichiarano di aver riscontrato tra fine agosto e settembre una maggiore disponibilità dei locatori a praticare sconti sul costo delle stanze, pur di riassorbire parte dello sfitto cui si sono trovati di fronte nella fase cruciale della stagione.

Tra chi ha rilevato questa tendenza a proporre le stanze ad un prezzo scontato la fascia di sconto maggiormente rilevata è, nei 2/3 dei casi, tra i 25€ e i 50€. Le restanti agenzie Solo Affitti segnalano per metà sconti inferiori, per metà sconti più consistenti.

Questi sconti sono generalizzati? Diffusi sì, ma in alcune città i proprietari non sembrano proprio disponibili a ridimensionare le proprie pretese, nonostante il rischio di sfitto per molte delle stanze degli appartamenti proposti agli studenti.

Se in alcune città (come Roma, Firenze, Pavia, Pisa, Siena, Trieste e Catanzaro), i proprietari sembrano più propensi a ridurre i prezzi per quest’anno “speciale”, in altre città (Milano, Bologna, Napoli, Cagliari, Rimini e Modena) si riscontra una maggiore avversione dei locatori a venire incontro agli studenti inquilini.

 

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