Convertire le abitudini, anche fiscali, degli italiani è sempre molto difficile. La cedolare secca, per chi mette in affitto il proprio immobile, ce l’ha fatta. Ovunque, anche se non sempre associata ad una locazione a canone concordato. L’aliquota del 10% ancora non ha fatto breccia nelle città con l’accordo territoriale più vecchio. Ma, nonostante il recente rinnovo a Milano, neanche qui è sempre la soluzione giusta: vediamo quando è più conveniente e quali valutazioni emergono dall’analisi Solo Affitti.
Mercato dell'affitto
Mercato dell'Affitto
Negli ultimi anni la società è profondamente cambiata in termini di abitudini ed esigenze, arrivando a coinvolgere il rapporto degli italiani con i principali valori su cui si basa l’organizzazione sociale: la famiglia, il lavoro, l’economia. Da questo cambio sostanziale non poteva rimanere fuori il bene primario degli italiani: l’abitazione… sempre più in affitto! Attraverso l’analisi dei numeri legati al mercato dell’affitto proviamo ad interpretare, e qualche volta ad anticipare, l’evoluzione della realtà intorno a noi.
Studenti, in stanza doppia risparmio medio del 26%. Roma la città in cui condividere conviene di più
Comfort vs. risparmio. Per uno studente universitario fuori sede, la scelta tra l’affitto di una stanza singola o di una doppia è il classico momento in cui mettere sul piatto i pro e i contro di un coinquilino. Silenzio, privacy, autonomia, ordine (o disordine, a seconda di quello che si preferisce!) sono gli assoluti pro della camera singola. Ma quanto si risparmia scegliendo di condividere la stanza?
Sudore, affaticamento, notti insonni, pressione bassa, stress. Non sono però questi gli unici effetti collaterali dell'ondata di caldo torrido che, proprio in questi giorni, ci sta rovinando intere giornate, una dopo l'altra. C'è anche la bolletta. Se il condizionatore può essere la salvezza, è bene usare 5 pratici accorgimenti per far sì che il conto corrente non risenta troppo della bolletta per l'energia elettrica che il caldo di questi giorni inevitabilmente rischia di rincarare.
Settembre, per tanti studenti universitari mese di test di ingresso (oggi quello di medicina, tanto per dirne uno!). Ma anche di grandi preparativi: dall’acquisto dei libri e del materiale didattico alla ricerca di un posto letto o di una stanza in affitto. Chi ha scelto una facoltà lontana da casa deve trovare entro breve una sistemazione. Contratto di affitto, trasloco e nuovi coinquilini: vediamo chi è alle prese proprio in questi giorni con tutte queste novità.
Sempre più di frequente si lascia un appartamento in affitto per trovare una nuova abitazione da affittare a condizioni migliori. Secondo Solo Affitti oltre il 43% di chi dà disdetta dal contratto di locazione abbandona casa propria per ragioni di carattere abitativo. Molti disdicono l'affitto per fronteggiare la crisi, cercando soluzioni abitative più economiche. Alcuni, invece, avvantaggiandosi dell'ampia offerta di case che la crisi ha prodotto, lasciano il proprio appartamento troppo piccolo o in una zona non di gradimento per una abitazione più comoda, spaziosa o moderna. Analizziamo insieme le motivazioni del recesso dalla locazione e cosa sceglie di fare l'inquilino una volta lasciato l'immobile.
Una recente indagine della CGIL cerca di fare chiarezza sulla diversa spesa da sostenere per la casa nelle principali città italiane. Sì, perché non conta solo il reddito medio delle famiglie e, di contro, il costo dell'affitto o del mutuo. TASI e TARI fanno la differenza da città a città, così come le spese condominiali. Con risultati interessanti, a partire dal divario notevole fra spesa con contratto di affitto a canone libero e a canone concordato, ma anche tra casa in affitto e casa di proprietà con mutuo.
Londra capitale europea del mattone, ma anche del caro-affitti: oltre 900€ per una casa in locazione, con un rapporto tra affitto e reddito pro capite quasi pari al 40%. Situazione preoccupante anche in Spagna, paese in cui non a caso i movimenti anti-sfratto stanno conducendo negli ultimi anni durissime battaglie sociali e politiche. Italia e Francia ferme al 30%, Germania la più conveniente tra le nazioni maggiori. Locazioni low cost nell'Europa dell'ex blocco sovietico, ma non ovunque.
Ogni anno, negli ultimi anni, le previsioni economiche hanno ciclicamente annunciato la ripresa del settore immobiliare. Ripresa che, puntualmente, non si è verificata: all'aspettativa ottimistica non ha fatto seguito un riscontro positivo nei numeri. Il primo semestre 2015, però, ha offerto diversi segnali di crescita, che fanno ben sperare gli operatori del settore per un buon rientro dalle ferie: vediamo insieme quali.
Scegliere un professionista specializzato nell'affitto è fondamentale per garantire più redditività e più sicurezza al proprio investimento immobiliare
Sono cinque, ma potevano essere molte di più. Sono quelle principali, non le sole quindi. Sono le cinque più valide motivazioni per cui chi deve affittare un immobile, anziché affidarsi ad un mediatore che si occupa di vendite e solo occasionalmente di locazioni, potrà trovare più conveniente che scelga chi dell'affitto fa la propria professione, ogni giorno.
A tre anni dal completamento della riforma che ha ridisegnato la professione di agente immobiliare e che doveva adeguare gli elenchi camerali degli agenti d'affari in mediazione abilitati all'esercizio dell'attività, non è ancora ben chiaro quanti siano davvero i regolari. E, oltre che inefficace nel ridefinire i limiti della professione, la normativa è però nel frattempo diventata in parte obsoleta, poco al passo con i tempi. Ecco quattro spunti di riflessione per una figura di mediatore più adatta al mercato di oggi.
In questi ultimi anni crisi economica ha significato, per molti italiani, perdita o riduzione del reddito. Una situazione che spesso mette in grave difficoltà la famiglia coinvolta, soprattutto per le spese fisse, come il canone d'affitto. Da qui la forte ondata di nuovi sfratti registrata negli ultimi anni, aumentati di oltre il 75% nel giro di soli 7 anni. Le statistiche del Ministero degli Interni permettono di delineare una mappa degli sfratti in Italia e individuare le province dove questa piaga sociale risulta più preoccupante.


