Grande solidarietà dei proprietari durante il lockdown: riduzione o sospensione del canone concessa al 75% degli inquilini richiedenti.
Il lockdown da poco terminato nel nostro paese ha purtroppo messo in ginocchio tante famiglie, in particolare quelle che hanno subito una riduzione importante, se non totale, del reddito durante i mesi di marzo e aprile. Per chi già in precedenza faticava a sostenere le spese mensili, le difficoltà a far fronte al costo dell’affitto, una delle voci più pesanti del bilancio familiare, è stata fin da subito evidente. In tantissimi hanno fatto richiesta, formale o informale, al proprio padrone di casa di una riduzione o di una sospensione del canone durante il lockdown. La loro richiesta è stata accolta? Un sondaggio di Solo Affitti fa emergere un quadro di grande solidarietà dei proprietari nei confronti dei propri inquilini.
La risposta dei proprietari alla richiesta di riduzione del canone di affitto degli inquilini
Forse il risultato è lontano da quello che in molti si sarebbero attesi. Probabilmente perché è diffusa una visione (distorta) del proprietario immobiliare che affitta casa nel nostro paese.
Ebbene, la risposta all’emergenza sanitaria, che presto per moltissimi è diventata anche emergenza economica, è stata esemplare da parte dei locatori. Grande solidarietà dimostrata nei confronti dei propri inquilini che ne hanno fatto richiesta.
Il sondaggio condotto durante la Fase 1 da Solo Affitti, rete leader in Italia di agenzie immobiliari specializzate nella locazione, ci descrive concretamente questa solidarietà.

Nessun accordo solamente in 1 caso su 4
Su un campione di quasi 500 richieste di riduzione canone di affitto gestite dagli agenti Solo Affitti nelle poche settimane di Fase 1 del lockdown per immobili abitativi, solo in 1 caso su 4 (per la precisione, nel 25,8% dei casi) il proprietario non ha accolto in alcun modo la richiesta dell’inquilino di “venirgli incontro”.
In diversi casi, certamente, si tratta del puro e semplice rifiuto da parte del proprietario a trovare una soluzione di compromesso con il proprio conduttore. Il contratto è chiaro, io mi attengo a quello che avevamo a suo tempo stabilito. Posizione legittima: il contratto di locazione serve a regolamentare il rapporto locatizio anche nei momenti più complessi. Richiamare al rispetto di quanto pattuito è sempre corretto. La solidarietà è possibile, ma ovviamente non obbligatoria.
Non solo: nel novero dei mancati accordi di riduzione o sospensione del canone ci sono anche non pochi casi in cui il diniego del locatore non è certo riconducibile a mancata solidarietà. Ci sono infatti stati innumerevoli inquilini che, pur non avendo subito alcun ridimensionamento del proprio reddito (pensiamo a lavoratori dipendenti o pensionati), hanno comunque fatto richiesta di uno sconto. Correttamente, in questo caso, il locatore non ha riconosciuto la riduzione del canone, del tutto pretestuosa.
In più di 1 caso su 5 il pagamento del canone di affitto è stato sospeso
Non si è trattato di una vera e propria riduzione del canone di affitto, ma più propriamente di un posticipo delle rate relative ai mesi di lockdown, quello accordato nel 21,7% dei casi. Un sollievo importante, comunque, per chi si è trovato da un giorno all’altro a perdere parte o tutto il proprio reddito.
Mantenere il canone di affitto pieno, a regime, ma posticiparne la scadenza a quando il reddito sarà ripristinato può dare una decisiva boccata d’ossigeno all’inquilino.
La difficoltà a far quadrare i conti senza stipendio, se si è a corto di risparmi, può essere uno scoglio difficile da superare nel breve termine: per questo la concessione di 6-12 mesi durante i quali rientrare del debito cumulato possono permettere all’inquilino di continuare a vivere nell’attuale alloggio senza incorrere in morosità.
Per il proprietario, sul versante opposto, una dilazione temporale degli incassi potrebbe non fare la differenza. Certo, non è detto che sia così: ci sono locatori che sul reddito da locazione fanno conto per poter pagare il proprio mutuo, affitto o altre obbligazioni.
Se però, come talvolta avviene, il reddito da locazione non ha impatto sulla tenuta immediata dei conti familiari del locatore, riprogrammare le scadenze dei pagamenti in questa fase potrebbe permettere al locatore di di mantenere il rapporto con un conduttore che si era dimostrato, in tempi normali, un buon pagatore.
Oltre il 50% dei proprietari ha ridotto il canone di affitto al proprio inquilino
Infine, il dato più significativo e, per certi versi, inatteso. L’emergenza sanitaria da Covid-19, il cui impatto emotivo è stato davvero unico per tutti noi, ha reso possibile una comunanza d’intenti tra locatori e conduttori che raramente si era vista nel mondo dell’affitto, ambito troppo spesso caratterizzato da forte litigiosità tra le parti.
Oltre 1 proprietario su 2 tra quelli che hanno ricevuto richiesta dal proprio inquilino di uno sconto sul canone ha accordato una riduzione del canone alla controparte. Sì, tra chi ha optato per una scrittura privata di riduzione temporanea e chi, addirittura, ha accordato una riduzione permanente del canone di locazione, nel 52,5% dei casi si è giunti ad un taglio dell’importo dell’affitto contrattualmente fissato.
Si tratta di esito frutto di grande generosità nei confronti del conduttore, dato che nessuno sconto è dovuto per legge. Una soluzione ragionevole, che vuole mantenere in piedi un rapporto locatizio reciprocamente vantaggioso per le parti. E che, spesso, è stata trovata nel modo più semplice: con il dialogo tra le parti. Capendo la difficoltà della situazione per l’inquilino, la sua buona volontà a onorare gli impegni presi e la possibilità di farlo grazie ad uno sconto, temporaneo o permanente, moltissimi proprietari hanno dato il segnale di una disponibilità, non dovuta e per questo apprezzabile.
Le soluzioni tecniche per formalizzare la riduzione del canone di affitto all’Agenzia delle Entrate sono poi state compito degli esperti del settore, gli agenti immobiliari Solo Affitti, che si sono resi disponibili a questa azione di mediazione tra le parti in un momento tanto grave.
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