4 inquilini su 10 prevedono difficoltà a pagare l’affitto nei prossimi 12 mesi. Cosa possono fare i proprietari per tutelarsi dalla morosità?
Il mondo dell’affitto è in fermento dopo l’epidemia da Covid-19 che ha coinvolto il nostro paese. Con la crisi delle compravendite e degli affitti brevi molti immobili stanno arrivando sul mercato della locazione. Le richieste da parte degli inquilini, molto abbondanti prima dell’emergenza sanitaria, sono rimaste decisamente numerose post-lockdown. È la solvibilità degli inquilini a spaventare: sono stati di recente diffusi dati preoccupanti in questo senso. Ora che l’emergenza da sanitaria sta diventando economica, appare evidente il rischio di una esplosione del fenomeno morosità. Vediamo quali soluzioni hanno a disposizione i proprietari di immobili in affitto per proteggersi.
Effetto Covid sugli affitti: è boom di ritardi nei pagamenti del canone
Sono allarmanti i dati dello studio di recente condotto da Nomisma, importante istituto di ricerca economica in ambito real estate del nostro paese, sul mondo della locazione durante e dopo il lockdown. Numeri che ben descrivono il difficile momento di molti inquilini alle prese con la riduzione del reddito disponibile per pagare il canone di locazione.
La morosità durante il lockdown
Se negli ultimi 12 mesi era il 9,6% degli inquilini a non aver pagato il canone di affitto regolarmente, accumulando ritardi o smettendo di pagare il canone di affitto, durante il lockdown questo valore è schizzato al 24%.
Tasso di morosità cresciuto di 2 volte e mezzo in soli due mesi di ridotto o mancato reddito per gli inquilini, il che la dice lunga sulla tenuta dei bilanci familiari nel medio periodo.
Morosità: le previsioni per i prossimi mesi
Non serve la sfera di cristallo per capire che appare evidente che la situazione è destinata a peggiorare.
Già in queste prime fasi post-lockdown stanno venendo a galla le prime difficoltà per i tantissimi lavoratori stagionali che non verranno riassunti dalle proprie aziende, viste le prospettive negative per comparti come il turismo, gli eventi e gli spettacoli, etc.
Le difficoltà, poi, rischiano di diffondersi a macchia d’olio ancor di più da settembre, quando tornerà possibile per le aziende il licenziamento del personale. Le imprese che subiranno i maggiori contraccolpi in questi mesi saranno giocoforza costrette a ridurre la forza lavoro.
Nel giro di pochi mesi, quindi, è facilmente prevedibile un aumento degli inquilini senza lavoro, che presto o tardi potrebbero non essere più in grado di far fronte alle spese mensili. E, come sappiamo bene, spesso la prima voce del budget familiare a essere lasciata indietro, purtroppo, è proprio l’affitto di casa.
Non è un caso, quindi, che la ricerca di Nomisma preveda un aggravamento della situazione. Le aspettative degli inquilini per i prossimi 12 mesi sono infatti peggiorative rispetto a quanto avvenuto durante il lockdown.
Ben il 40% degli inquilini ritiene che avrà difficoltà a pagare l’affitto il prossimo anno. 4 volte in più rispetto allo scorso anno: un incremento preoccupante.
Dalle istituzioni sostegno agli inquilini, ma proprietari lasciati da soli
Insomma, il rischio è che i proprietari immobiliari siano destinati, come purtroppo spesso avviene, a farne le spese.
Sì, perché è vero che è stato rifinanziato dal Governo il fondo affitti e che sono state implementate misure di sostegno al reddito (ad esempio, è stato affiancato al Reddito di Cittadinanza il Reddito di Emergenza).
Ma è altrettanto vero che nel frattempo il Governo ha anche bloccato fino al 1° settembre le esecuzioni degli sfratti già emessi prima dell’emergenza sanitaria. Non solo: molti tribunali, rimasti fermi durante il lockdown e con importanti arretrati nelle cause da gestire, hanno stabilito di rinviare le cause relative a sfratti da convalidare a dopo l’estate.
Insomma, come spesso avviene nel nostro paese, per i proprietari la regola rimane “chi fa da sé fa per tre”.
Vediamo quindi quali sono le soluzioni che, nonostante la grave situazione di morosità che si preannuncia, possono garantire al proprietario una regolare riscossione dell’affitto nei prossimi mesi.
Cosa fare per prevenire il mancato pagamento dell’affitto da parte dell’inquilino
Che il blocco delle attività avrebbe fin da subito avuto un impatto forte sulla capacità di far fronte al pagamento del canone di affitto per tante famiglie era stato chiaro fin da subito.
I proprietari sono stati i primi ad accorgersene e, prima ancora che il governo prendesse i provvedimenti visti sopra, si sono mossi per tutelare il proprio rendimento immobiliare.
Soluzione n° 1: riduzione o dilazione canone di affitto
Non a caso, la prima risposta all’emergenza degli inquilini era arrivata proprio dai proprietari di immobili in affitto. Una recente ricerca dell’Ufficio Studi Solo Affitti lo testimonia.
I locatori che hanno ricevuto da parte dell’inquilino una richiesta di riduzione del canone di affitto durante la Fase 1 della quarantena, infatti, in 3 casi su 4 hanno accordato uno sconto (temporaneo o permanente) sul canone di affitto o, per lo meno, una dilazione delle scadenze di pagamento ai mesi di ripresa delle attività, permettendo ai propri inquilini una decisiva boccata d’ossigeno.
Si tratta di un gesto di grande solidarietà da parte dei locatori nei confronti dei propri inquilini, è evidente. Ma non solo.
Se l’esperienza dice al proprietario che l’inquilino è sempre stato regolare nei pagamenti, ridurre un poco il canone o dilazionare i pagamenti per una certa fase può essere un piccolo investimento volto a mantenere in piedi un contratto di affitto con un inquilino, pur temporaneamente in difficoltà economica, ma in generale meritevole.
Evidentemente, questo rinsalderà il rapporto tra le parti e renderà più agevole per l’inquilino, anche in presenza di una riduzione del proprio reddito, mantenere gli impegni contrattuali.
Soluzione n° 2: prevenire la morosità con una tutela Affittosicuro
Meglio prevenire che curare. Anche nell’affitto.
Nonostante la selezione fosse stata, all’avvio della locazione, particolarmente attenta. Nonostante una situazione reddituale robusta, che aveva dato sicurezza di solvibilità. Nonostante un deposito cauzionale di cui poter disporre.
Nonostante tutto questo, mai come ora il futuro è imprevedibile. A parte pensionati e pubblici impiegati, anche chi aveva un reddito apparentemente sicuro oggi potrebbe trovarsi in difficoltà col pagamento dell’affitto, già adesso così come nel giro di qualche mese.
Quale azienda oggi è davvero sicura di sopravvivere ai prossimi mesi o anni? Quale contratto di lavoro oggi non rischia di saltare per aria? Purtroppo, in una fase di grave crisi economica, i punti fermi sono pochi.
Per questo ogni proprietario ha tutta la convenienza a mettere al riparo il proprio futuro. Stipulare una delle tutele del pacchetto Affittosicuro, che la rete Solo Affitti da anni propone a garanzia di qualsiasi contratto di locazione abitativo, è una scelta di auto-tutela molto intelligente. Come dicevamo, meglio prevenire che curare.
Da quest’anno, poi, è disponibile una speciale tutela anche per un contratto di affitto già in essere: perfetto per proteggere la propria rendita da affitto anche se non si era in precedenza pensato di farlo o se non si conosceva questa opportunità.
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