La prima casa rimane pignorabile, ma il governo si impegna ad analizzare il fenomeno e ad adottare nell'eventualità nuove misure per la gestione dei mutui ipotecari. In succo sono queste le misure approvate dalla Camera nella giornata di martedì, quando i deputati sono stati chiamati a votare le mozioni relative agli espropri delle prime abitazioni.
Sono state approvate dalla Camera, riunita martedì scorso, le misure richieste dalla maggioranza per arginare il fenomeno dei pignoramenti delle prime case. Ma le mozioni ratificate impegnano il governo solo "a valutare l'opportunità di adottare iniziative di rango normativo volte ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza", oltre che "a valutare l'opportunità di effettuare un'analisi approfondita ed aggiornata al fine di definire le misure da mettere in campo per arginare il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale".
Degli impegni piuttosto limitati, se si considera che le mozioni respinte sono quelle che chiedevano al governo di definire con chiarezza l'impignorabilità della prima casa. Come quella del M5 Stelle che chiedeva lo stop agli espropri almeno per 36 mesi e alla presenza di determinate condizioni, ad esempio il fatto che l'immobile non sia sottoposto a sequestro e a confisca in attuazione della legislazione contro la criminalità organizzata. Il M5 stelle chiedeva inoltre che venissero assunte iniziative per prevedere l'istituzione di un fondo, con dotazione annua di almeno dieci milioni di euro, per la remunerazione degli interessi ai creditori. Fra le opposizioni, anche Area Popolare aveva espresso la sua opinione proponendo di sospendere gli espropri relativi alla prima casa e di affrontare con misure adeguate lo stato di indigenza delle famiglie italiane. La mozione di Sel richiedeva invece una sospensione di 12 mesi dei procedimenti di esecuzione immobiliare esecutivi a carico degli immobili adibiti ad abitazione principale. Infine Fratelli d'Italia chiedeva che il governo prendesse "iniziative urgenti volte a sospendere le procedure espropriative relative ad immobili adibiti ad abitazione principale e a stanziare le risorse necessarie al finanziamento di tutti gli strumenti atti a sostenere i soggetti e i nuclei familiari che versino in una condizione di temporanea sofferenza finanziaria".


