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Affitti in nero in calo nel 2019
La cedolare secca in aiuto alla lotta all'evasione tributaria degli affitti.

Ridotta l’evasione negli affitti grazie alla cedolare secca.

Nel sestennio 2012 al 2017 ridotta l’evasione tributaria negli affitti per effetto della cedolare secca.

 

Dal 2012 al 2017 l’evasione fiscale legata agli affitti si è ridotta del 50,45% grazie all’introduzione della cedolare secca. Il dato emerge dal Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva allegato alla nota di aggiornamento del Def, che calcola il tax gap nei diversi tributi.

Mentre viene comunicata, con il Documento programmatico di bilancio appena varato dal Governo, la volontà di innalzare l’aliquota ridotta della cedolare secca al 12,5%, da un altro studio emerge che in soli 4 anni l’evasione dei canoni di affitto è diminuita del 21%, e di oltre il 50% se estendiamo il periodo di analisi dal 2012 al 2017. A questo risultato ha contribuito in maniera determinante proprio l’introduzione della cedolare secca nel 2011, la tassa piatta sugli affitti, prevista con l’aliquota del 21% per i contratti a canone libero e, fino al 31 dicembre 2019, al 10% per i contratti a canone concordato. Il ricorso alla cedolare esenta il proprietario dal pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo per registrazioni, proroghe e risoluzioni del contratto mentre il canone di affitto non si cumula con gli altri redditi ai fini Irpef e addizionali, assolvendo la sola imposta sostitutiva. Tanti vantaggi, per una misura che possiamo definire sociale e che ha permesso di invertire la tendenza di un fenomeno da sempre preoccupante, quello del ricorso al nero nel mercato delle locazioni.  

In Italia, secondo la nota di aggiornamento del Def, vengono evasi ancora oltre 109 miliardi di euro l'anno. Il dato classifica l’Italia al primo posto nella triste classifica dei furbetti della dichiarazione dei redditi, all’interno della comunità Europea. Ma il caso della riduzione dell’evasione contributiva nel mercato degli affitti fa ben sperare, per lo meno che con misure adeguate si riesca a porre un freno a quella che rappresenta una vera e propria piaga per il nostro Paese.    

Stop all’evasione fiscale del canone Rai.

 

Un altro caso positivo è quello del canone Rai. Nel 2015 ammontava a oltre un miliardo di euro la quota sottratta dagli evasori che non pagavano la tv di Stato. In questo caso la soluzione vincente è stata l’inserimento dell’imposta nelle bollette elettriche: a distanza di 2 anni l'evasione del canone è così crollata a 225 milioni, l'80% in meno.

 

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