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Oggi parleremo di una tassazione agevolata degli affitti che potrebbe fare la differenza nel tuo prossimo contratto di locazione, ovvero la cedolare secca con mini-aliquota del 10%.
Si tratta di un’opzione fiscale vantaggiosa, ma che ha dei requisiti particolari per poterla richiedere.
In questo articolo, esploreremo i dettagli su come funziona questa cedolare e dove è possibile applicarla.
Come funziona la cedolare secca e chi può richiederla?
Prima di addentrarci nel tema di oggi, analizziamo brevemente come funziona la cedolare secca.
La cedolare secca è un'opzione che sostituisce l'IRPEF nella tassazione degli affitti.
Per chi opta per la sua applicazione, è previsto l’esonero dal versamento delle imposte di registro e di bollo, così come delle addizionali IRPEF regionali e comunali.
Ci sono due aliquote della cedolare secca: una del 21% per i contratti d’affitto a canone libero di immobili locati a fini abitativi, e un'aliquota ridotta del 10% per i contratti d’affitto a canone concordato (3+2, transitorio o per studenti universitari).
La scelta di applicare la cedolare secca non è automatica ma richiede un'opzione in sede di registrazione del contratto.
La tassazione ridotta del 10 per cento è sicuramente più vantaggiosa, ma è disponibile solo in alcune città selezionate e solo in determinate circostanze particolari.
Vediamo insieme quali.
Dove è possibile applicare l’aliquota del 10%?
Le città che offrono la cedolare secca al 10% includono Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e i comuni confinanti con queste grandi città.
Inoltre, tutti i comuni capoluoghi di provincia si qualificano per questa agevolazione.
Per ulteriori città che rientrano in questa categoria, è possibile fare riferimento a un elenco fornito dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) risalente al 2003.
Questo elenco comprende anche altri comuni con particolari difficoltà abitative.
Cedolare secca con mini-aliquota del 10%: situazioni speciali
Alcuni comuni sono stati aggiunti successivamente a questa lista.
Tra questi ci sono i comuni che hanno vissuto situazioni di emergenza tra il 2009 e il 2014, come calamità naturali.
Inoltre, ci sono i comuni delle regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, dove un'ordinanza sindacale ha dichiarato una zona rossa a seguito del terremoto del 2016.
In questi comuni, la cedolare secca al 10% è disponibile per i contratti a canone concordato, offrendo un vantaggio fiscale significativo.
Negli altri comuni invece si avrà diritto soltanto allo sconto imu del 25% e si pagherà, in caso di cedolare secca, l'aliquota del 21%.
Conclusione
Ora che hai una panoramica completa di dove e quando è possibile applicare la cedolare secca con l'aliquota del 10% e del 21%, puoi prendere decisioni informate sulla tua prossima locazione.
Ricorda che le normative fiscali possono cambiare, quindi è sempre consigliabile consultare un esperto prima di stipulare un contratto di locazione.
Per qualsiasi dubbio o perplessità, puoi sempre contare sull’assistenza di SoloAffitti.


