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Dopo oltre trent’anni stop alla proroga del blocco sfratti. Cosa cambia per proprietari e inquilini

by Andrea Saporetti
on Gennaio 13, 2015
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Milleproroghe, meno una: quella del blocco degli sfratti. Provvedimento che da decenni si ripeteva, sistematicamente inserito nel Decreto Milleproroghe di ciascun anno, a tutela delle molte famiglie di inquilini in situazione di disagio e in pendenza di uno sfratto per finita locazione. Il governo, inaspettatamente, ha interrotto una lunga serie di misure che, pur avendo una valenza sociale, scaricavano sulle spalle dei proprietari di case in affitto l'onere di trovare sistemazione a chi non fosse in grado di farlo. Ancora da capire se i fondi messi a disposizione dallo Stato per il sostegno agli sfrattati siano sufficienti a tamponare la falla creata con la mancata proroga della sospensione degli sfratti.

 

 

Da ormai diversi anni, di sei mesi in sei mesi o di anno in anno, spesso in corrispondenza del Decreto Milleproroghe di fine anno, puntuale come un orologio svizzero veniva riproposto per il settore immobiliare un provvedimento inviso a molti proprietari e da sempre additato dalle associazioni di categoria della proprietà come ingiusto ed iniquo.

Si trattava del cosiddetto "blocco degli sfratti", ovvero la sospensione dei provvedimenti di sfratto per finita locazione, decisi cioè da un giudice a seguito della richiesta del proprietario di poter nuovamente disporre dell'unità immobiliare concessa in affitto una volta terminato il periodo di locazione. La richiesta, avanzata dagli inquilini che volevano rimanere nell'immobile pur con il contratto scaduto, veniva in determinati casi accolta in virtù delle disposizioni normative che, fin dalla fine del sistema dell'equo canone, sono state ripetutamente previste dal legislatore a favore delle famiglie in affitto considerate meritevoli di tutela per motivi di particolare disagio sociale ed economico.

 

 

Sospensione degli sfratti per morosità: la storia del provvedimento

Questi provvedimenti potevano senz'altro avere una propria ragion d'essere nel momento in cui furono concepiti. L'infografica predisposta dal franchising Solo Affitti, che evidenzia l'anno in cui sono stati emanati i provvedimenti ed il corrispondente Presidente del Consiglio dei Ministri in carica in quel momento nel nostro Paese, rende merito della "anzianità di servizio" di questa normativa, che dal 1979 si è protratta sino ad oggi, rinnovata per una trentina di volte. Non c'è ideologia che tenga: che governasse il centro, la destra o la sinistra, che si trattasse di governi tecnici o politici, sulla necessità di rinnovare l'efficacia del blocco degli sfratti per finita locazione tutti si sono sempre trovati d'accordo.

2015-01 Dopo oltre trent anni stop alla proroga del blocco sfratti Cosa cambia per proprietari e inquilini

Nessuno se l'era finora sentita di terminare questa "prassi", che si è procrastinata così per oltre un trentennio: uno stop che avrebbe avuto un sapore piuttosto impopolare, seppure, dal punto di vista numerico, non avrebbe coinvolto che poche centinaia, al più qualche migliaio, di famiglie in Italia.

Non si tratta infatti di sfratti per morosità, nei quali l'inquilino non è in grado di sostenere il canone di affitto, ma di sfratti per finita locazione, nei quali l'inquilino non vuole abbandonare l'immobile nonostante il contratto di locazione sia giunto a conclusione. Da considerare inoltre che la richiesta di non procedere a sfratto esecutivo può venire solo da famiglie in determinate condizioni (handicap di un parente di primo grado, malattia terminale, anzianità dell'inquilino, etc), il che restringe ancor più la platea di interlocutori che il provvedimento poteva coinvolgere.

 

La mancata proroga per il 2015 e il dibattito sulle conseguenze della decisione del governo

Il governo Renzi, invece, del tutto inaspettatamente, ha deciso di porre termine alla serie di proroghe, lasciando in questo modo aperte le porte all'esecutività dello sfratto a carico di diverse famiglie che -in taluni casi- da moltissimi anni grazie al blocco sfratti occupavano un immobile nonostante il contratto d'affitto scaduto.

Per bocca del Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, l'esecutivo ha sostenuto che non vi sia ormai più motivo per sospendere le procedure di sfratto per finita locazione prima che diventino esecutive. Infatti, dato che gli ultimi governi (e quello in carica) hanno finanziato in misura crescente fondi per la locazione e fondi a sostegno degli sfratti per morosità incolpevole, a cui i Comuni possono attingere per fronteggiare le emergenze sociali collegate al disagio abitativo di chi vive in affitto.

Perché, quindi, secondo il governo (che in questo ha senz'altro accolto le rivendicazioni ultradecennali delle associazioni di categoria della proprietà immobiliare), limitare la facoltà di tanti proprietari di disporre del proprio alloggio, quando i Comuni hanno tutti gli strumenti e le risorse per provvederealla tutela di chi non riesce a sostenere il canone di affitto o è già incorso in uno sfratto? Perché non ricorrere ad adeguate politiche sociali, anziché continuare ad avvalersi di surrettizie imposizioni ai privati cittadini?

In disaccordo con questa linea, ovviamente, i sindacati degli inquilini, che contestano all'esecutivo di voler lasciare per strada tantissimi inquilini in condizioni di disagio abitativo. Ma anche i Comuni, che lamentano la messa a loro disposizione da parte del governo di risorse troppo limitate per soddisfare le reali necessità delle famiglie in locazione.

 

Analisi della normativa di riferimento e dell'impatto sociale del mancato rinnovo del blocco sfratti

Ma cosa prevedeva, nell'ultima versione di recente scaduta e non prorogata, il provvedimento di blocco degli sfratti? Facciamone una veloce analisi, ragionando sulla valenza sociale che aveva la sospensione delle procedure di sfratto per finita locazione e l'impatto reale che potrebbe avere questo stop per le famiglie coinvolte.

 

Quali tipologie di procedimento di sfratto coinvolgeva il blocco sfratti?

Il blocco sfratti, come fino ad oggi proposto, coinvolgeva solamente gli sfratti per finita locazione, ovvero le procedure di sfratto che il tribunale imponeva a carico dell'inquilino che non avesse proceduto al rilascio dell'immobile locato una volta terminato il contratto di locazione.

Non si trattava quindi di sfratti per morosità, quelli cioè imposti dal giudice all'inquilino inadempiente del pagamento del canone di affitto. Anzi: chi rimaneva in un immobile grazie al blocco sfratti era obbligato a corrispondere al locatore un canone di affitto maggiorato del 20% rispetto a quanto previsto sul contratto. Qualora non lo avesse fatto, sarebbe incorso in una procedura di sfratto per morosità, non potendo così più beneficiare della sospensione precedentemente ottenuta dal giudice.

 

Quali requisiti dovevano avere i conduttori per richiedere al giudice la sospensione dello sfratto per finita locazione?

- Residenza in un Comune capoluogo di provincia, oppure in un Comune con esso confinante e comunque avente popolazione superiore a 10.000 abitanti), oppure ancora in altro Comune classificato ad alta tensione abitativa secondo quanto previsto nella delibera 87/2003 del CIPE

- Reddito lordo annuo della famiglia complessivamente non superiore a 27.000 euro

- Presenza nel nucleo familiare di persone con oltre 65 anni, oppure di malati terminali, oppure di portatori di handicap con invalidità riconosciuta superiore al 66%

- Indisponibilità, nella stessa Regione, di altra abitazione che possa essere adeguata al nucleo familiare medesimo

 

Quale impatto potrebbe avere la mancata proroga del blocco sfratti dal 2015?

Tenendo conto che gli sfratti per finita locazione in Italia sono una netta minoranza (nel 2012 quelli per finita locazione assommavano a meno di 6.500 procedimenti, su un totale di quasi 68.000 sfratti) e che i requisiti appena visti erano piuttosto stringenti, il blocco non poteva che coinvolgere un numero molto limitato di famiglie, ogni anno.

Ovviamente, si verificherà solo a posteriori se possano essere adeguate le risorse che il governo ha messo a disposizione degli enti locali per far fronte agli sfratti che potrebbero venire a determinarsi in questo modo tramite le opportune politiche pubbliche (anziché con le consuete sospensioni degli sfratti, cioè utilizzando una limitazione al diritto di proprietà privata dei locatori).

Si trattava, va segnalato nuovamente, di famiglie che riuscivano a farsi carico del canone di affitto, persino maggiorato del 20%. Certamente, l'eventualità di dover trovare una nuova sistemazione comporterebbe una notevole difficoltà (tanto più trattandosi di famiglie con anziani, portatori di handicap o malati terminali); inoltre, per chi aveva beneficiato da molti anni del blocco sfratti, il canone di locazione del contratto di affitto era probabilmente talmente basso che doversi confrontare con i livelli di mercato attuali degli affitti determinerà una effettiva difficoltà.

Ad ogni modo, visti i requisiti cui erano soggette queste famiglie (portatori di handicap, anziani, malati terminali) e l'evidente situazione di disagio socio-abitativo di molte di esse, dovrebbero riuscire ad accedere ai servizi di sostegno alla locazione dei Comuni di riferimento, se non direttamente ad una buona posizione nelle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi popolari.

 

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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  • livio caocci

    Mia Madre avevaun contratto dal 1960 , deceduta nel 2010 , la nuova padrona di casa mi intima la sfratto per finita locazione , mi ritrovo con un contratto firmato da mia madre e dalla vecchia proprietaria anche lei deceduta del 1999 , e di un secondo contratto registrato in data m 2008 all'ufficio delle entrate con la firma della vecchia proprietaria non corrispondente a quella dei vecchi contratti in mia possesso (copie ) , e con firma di mia madre assolutamente differente dal suo firmare , ora e'corretto che mi abbia intimato lo sfratto se sono discordanti le date del contratto 4+4 ? e perche' il giudice non ha verificato queste date ,rigettando l'istanza da me richiesta anche como ultrasessantacinquenne ? confermanto lo sfratto intimatomi con preavviso entro 31 marzo 2017 ?

  • Buongiorno Livio, in caso di contestazioni date e accordi che fanno fede sono quelli indicati all'interno della copia del contratto registrato; quindi se secondo lei tale copia non è autentica dovrebbe innanzitutto contestare questo dettaglio. Ora, facendo valere tale contratto, invece, se il proprietario le ha inviato regolare disdetta allo scadere degli 8 anni, con preavviso di almeno 6 mesi, or ala locazione di considera conclusa e il proprietario può procedere con la causa di sfratto. La sua condizione di ultra sessantacinquenne deve essere accompagnata a condizioni economiche di disagio e al fatto di vivere in un comune ad alta densità abitativa; inoltre vale per l'esecuzione dello sfratto, che a questo punto non verrebbe eseguita, e non per la condanna del giudice che può procedere.

  • ignazia di marco

    lunedi prossimo mi faranno lo sfratto per morosità,premetto che è morto il mio compagno e da allora non riesco più a pagare se non sporadicamente faccio presente di essere invalida al 75 ed a giorni farò una mammografia in quanto ci sara......ho una pensione di 580 euro mensili + utenze ho 69 anni e non riesco a trovare casa ad un prezzo a me possibili....faccio presente che ai miei padroni di casa ho pagato un affitto mai registrato per 16 anni premetto ancora CHE POSSIEDONO CIRCA 100 APPARTAMENTI SFITTI SO CHE QUESTO NON C ENTRA MA LKUNEDI MI BUTTERANNO FUORI DI CASA COME UN CANE CHE DEVO FARE L ASSISTENTE SOCIALE OLTRE A DArmi il pasto dice che non puo fare niente grazie

  • grilletto

    fanno bene!!in anni potevi trovarti un altro alloggio al posto di fare l abusiva a casa altrui!!puoi avere tutti i problemi che vuoi ma farli gravare sul proprietario anche se ha 1000 appartamenti è scorretto!!io andrei a dormire in macchina piuttosto che stare a rompere le scatole a casa della gente!!ci sono dei contratti,rispettateli!!
    e anche se scrivono ste baggianate ci vuole sempre un anno a buttarvi fuori!!in quel tempo riesci a trovare lavoro e diventare indeterminato FINALMENTE è finita la pacchia!!

  • Salve Ignazia,
    in realtà un breve blocco degli sfratti nel frattempo è stato ripristinato, ma riguarda gli sfratti per finita locazione, non -come nel suo caso- quelli per morosità.
    Mi pare di capire che il suo, tra l'altro, sia già esecutivo, quindi temo che le convenga cercare altra sistemazione con urgenza. Le faccio i miei più sinceri auguri di riuscire a risolvere la sua difficile situazione

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