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Ultimissime novità sulle sanzioni per proroga e risoluzione in cedolare secca..

by Andrea Cioli
in Esperto
on Settembre 07, 2017
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Ravvedimento operoso applicabile anche ai ritardi in cedolare secca

L’agenzia delle Entrate chiarisce il regime sanzionatorio per ritardi in cedolare secca.


Con la Risoluzione 115/E del 1° settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento riguardante l’applicazione della sanzione (recentemente introdotta dal Decreto Legge 193/2016 e in vigore dal 3 dicembre scorso) per tardiva proroga di un contratto in cedolare secca o per tardiva risoluzione di un contratto nel medesimo regime fiscale. Una novità che in realtà è un’interpretazione puntuale della norma che prevede, sempre, degli “sconti” in caso di ravvedimento operoso, ovvero di adesione spontanea dei contribuenti a regolarizzare situazioni di ritardi.

Come sappiamo (si veda a riguardo l’articolo), le sanzioni per tardiva proroga o risoluzione in cedolare secca sono attualmente le seguenti:
• 50 euro in caso di ritardo non superiore a 30 giorni
• 100 euro in caso di ritardo superiore a 30 giorni

Ora, con la Risoluzione 115/E l’AdE chiarisce che a tale sanzione può essere applicato

il ravvedimento operoso

(sempre nei casi in cui questo è contemplabile, dunque non a seguito di accertamento), con la conseguenza che facendo due conti le sanzioni (che andranno pagate al posto della sanzione piena) possono essere schematizzate come di seguito:

entro 14 giorni di ritardo: 0,334 euro per ogni giorno di ritardo (ovvero 1/15 di 1/10 della sanzione di 50 euro)
tra i 15 e i 30 giorni di ritardo: 5 euro (ovvero 1/10 della sanzione di 50 euro)
entro 90 giorni di ritardo: 11,12 euro (ovvero 1/9 della sanzione di 100 euro)
entro 1 anno di ritardo: 12,5 euro (ovvero 1/8 della sanzione di 100 euro)
entro 2 anni di ritardo: 14,29 euro (ovvero 1/7 della sanzione di 100 euro)
oltre 2 anni di ritardo: 16,67 euro (ovvero 1/6 della sanzione di 100 euro)

Una buona notizia, insomma, dal momento che d'ora in poi anziché i 50 o 100 euro della sanzione piena sarà possibile pagare la sanzione ridotta come da schematizzazione appena fornita.

Oltre alla sanzione ridotta, come in ogni caso di ravvedimento operoso, andranno pagati anche gli interessi, calcolati sulla base della sanzione piena (dunque dei 50 o 100 euro) in ragione dei giorni di effettivo ritardo e del tasso di interesse legale applicabile.

Esempio:

un contratto libero di 4 anni + 4, con decorrenza dal 01/07/2013 con cedolare secca e canone annuale di 630 euro. Entro il 31/07/2017 andava comunicata, presso l’agenzia delle entrate, la proroga dei contratti per i successivi 4 anni.
Quanto paga ora il proprietario?
Se dovesse recarsi domani, 08/09/2017 all’Ade per la registrazione pagherebbe la sanzione calcolata su 38 giorni; quindi 11,12 euro (nella categoria entro 90 giorni) e gli interessi di 0,01 euro sui 100 euro dovuti con 38 giorni di ritardo.

Per quanto riguarda i codici tributo da utilizzare in caso di pagamento tramite modello F24 Elide, l’Ade non ha fornito specifiche indicazioni.

Tuttavia possiamo dedurre che siano applicabili i seguenti:
• per la sanzione - “1511” denominato “LOCAZIONE E AFFITTO DI BENI IMMOBILI – Sanzione per mancata comunicazione di proroga o risoluzione del contratto soggetto a cedolare secca”.
• per gli interessi: - “1510” denominato “LOCAZIONE E AFFITTO DI BENI IMMOBILI – Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi”.

Va specificato che tali sanzioni ridotte sono applicabili anche per proroghe o risoluzioni riferibili al periodo precedente il giorno 1 settembre (data di pubblicazione della Risoluzione 115/E), dal momento che non si tratta di novità normativa ma di semplice interpretazione di normativa esistente da parte dell’AdE.

Con la medesima Risoluzione, inoltre, l’AdE ha inteso dirimere (opportunamente) un’altra questione riguardante la proroga di un contratto in cedolare secca:

la necessità di inviare o meno una nuova raccomandata al conduttore contenente la rinuncia all’aggiornamento del canone.


A tale riguardo l’AdE specifica che (pag. 3 della Risoluzione): “Tale comunicazione, integrando il contenuto del contratto, è necessaria solo se la rinuncia all'aumento del canone non sia già stata prevista nel contratto stesso (cfr. circolare del 4 giugno 2012, n. 20/E, par. 9). Nel caso, quindi, di proroga di un contratto che contenga già la rinuncia all’aumento del canone, il locatore non deve inviare alcuna comunicazione in tal senso mediante raccomandata

In definitiva, stando a quanto sopra riportato possiamo prevedere due casi con differenti conseguenze in termini di necessità di invio raccomandata alla proroga:
1) Opzione cedolare con rinuncia all’aggiornamento del canone inserita in contratto: al momento della proroga per confermare l’opzione cedolare non sarà necessario inviare alcuna raccomandata al conduttore;
2) Opzione cedolare con rinuncia all’aggiornamento del canone inviata al conduttore tramite raccomandata A.R.: al momento della proroga per confermare l’opzione cedolare sarà necessario inviare una nuova raccomandata al conduttore.

 

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Presentazione Autore
Andrea Cioli
Author: Andrea Cioli

In un Paese di poeti, santi, navigatori, commissari tecnici ed avvocati può un laureato in Giurisprudenza sfuggire al suo destino e lavorare come guida turistica? Certamente sì, se il tour è nella giungla della locazione. Feticista della spiegazione, temutissimo dai suoi figli per via delle paternali debordanti di premesse, cerca da sempre di coniugare serietà e leggerezza, perché senza regole non esiste gioco, ma senza gioco non esiste niente.


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