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Milleproroghe, stop al blocco degli sfratti nel 2015.

by Chiara Bianchi
on Gennaio 08, 2015
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Il 31 dicembre scorso è scaduto l'effetto del Decreto Milleproroghe per il 2013 che prevedeva il blocco degli sfratti per finita locazione fino alla fine del 2014, mentre nel nuovo Milleproroghe il Governo non ha inserito alcuna norma in merito. Dal 1 gennaio 2015, pertanto, sono tante le famiglie che rischiano di perdere la propria abitazione.


A-sfrattiNiente più blocco degli sfratti a partire dal 1 gennaio 2015. Il nuovo Decreto Milleproroghe (Decreto 192/2014, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale) non prevede, per la prima volta da anni, il blocco degli sfratti per finita locazione che coinvolge migliaia di famiglie in tutta Italia. Si tratta di quegli sfratti dati alla scadenza del contratto di affitto, in genere dovuti al fatto che il proprietario richiede un canone più alto e l'inquilino non accetta di corrispondergli la maggiorazione; questa tipologia di sfratti riguarda circa il 10% dei casi ossia circa 30 mila famiglie, mentre più comuni sono gli sfratti per morosità (90% del totale).


Il blocco degli sfratti costituiva una sorta di garanzia per le fasce più deboli: anziani o famiglie con reddito inferiore ai 27 mila euro e con disabili o malati a carico risiedenti in Comuni ad alta densità abitativa, in sostanza famiglie che hanno sempre pagato l'affitto ma che, a causa della crisi economica o delle condizioni personali di indigenza, non riescono più a farlo.


Il Ministero delle Infrastrutture ha spiegato che la proroga non è stata inserita dal momento che il Governo ha già provveduto a incrementare i fondi per il sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole; ma tali finanziamenti non saranno fruibili da chi rimarrà senza casa per sfratti di fine contratto, dal momento che servono il primo per finanziare gli affitti per le famiglie a basso reddito, il secondo per coprire i debiti di chi, per cause indipendenti dalla propria volontà, non riesce a pagare l'affitto.


La fine del blocco sfratti fa decadere anche l'agevolazione fiscale che dal 2006 veniva concessa ai proprietari che concedevano in affitto l'abitazione a inquilini richiedenti il blocco sfratti. Tale agevolazione consisteva nella mancata imponibilità Irpef dei canoni percepiti, maggiorati del 20%.


Le associazioni a sostegno degli inquilini chiedono che, nel caso non venga inserita la proroga del blocco sfratti in sede di conversione in legge del Decreto, si provveda per lo meno a riversare nelle graduatorie per le case popolari le situazioni di famiglie senza casa, attribuendo loro punteggi alti, e che venga stanziato un nuovo fondo a sostegno di questa particolare categoria.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • Giuseppe

    Buonasera Chiara, ho sempre sentito parlare di blocco degli sfratti, ma non ho mai capito bene cosa significa. E' riferito solo agli inquilini delle case popolari o di proprietà di enti pubblici o anche agli affittuari di appartamenti privati?
    Se così fosse, lo stato costringerebbe i privati proprietari di case, non sempre ricchi, a fare da "ammortizzatori sociali" a proprie spese. Potrebbe chiarirmi le idee? Grazie! Giuseppe

  • Gentile Giuseppe in effetti riguarda i privati e le sue considerazioni sono valide, possiamo precisare però che si tratta solo di sfratti per finita locazione, in comuni ad alta densità abitativa e nei confronti di inquilini in situazione di disagio.

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