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Più tempo per pagare la tassa sugli affitti brevi

by Isabella Tulipano
on Agosto 08, 2017
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prorogata la scadenza per versamento cedoalre secca sugli affitti brevi

Gli agenti immobiliari guadagno un po’ di tempo per adeguarsi alla nuova normativa.


Questa tassa sembra proprio non voler entrare in vigore! Introdotta da una “manovrina”, in molti hanno sperato potesse poi passare nel dimenticatoio, ed invece ha avuto poi il suo regolare iter, entrando ufficialmente in vigore con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che fissava al 16 luglio la prima scadenza entro cui versare la trattenuta del 21% (la cosiddetta cedolare secca sugli affitti brevi) sui canoni incassati direttamente dagli intermediari (sia portali che agenti immobiliari) per conto dei proprietari degli immobili, concessi in affitto per brevi periodi.


Un lasso di tempo troppo breve entro cui adeguarsi che ha creato scompiglio nella categoria e ha portato portali ed agenti immobiliari a concordare sulla necessità di chiedere una proroga delle tempistiche. Non è stato possibile, in realtà, per l’Agenzia delle Entrate, nonostante le buone intenzioni, prorogare di fatto la scadenza e quindi modificare un articolo contenuto in una norma legislativa.


Infatti, l’associazione di categoria degli agenti immobiliari Fiaip ha trovato, proprio con l’aiuto dell’Agenzia delle Entrate e in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, una sorta di escamotage che permette di far slittare la scadenza al 16 ottobre.

Come?


Opponendo, se così possiamo dire, al provvedimento della Circolare (provvedimento prot. 132395 del 12 luglio 2017) l’articolo 3, comma 2, dello Statuto dei Contribuenti che prevede l’obbligo di concedere 60 giorni agli operatori per adeguarsi alle novità introdotte dalle Amministrazioni pubbliche.


Il calcolo è presto fatto.


Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate data 12 luglio, quindi + 60 giorni, vuol dire che l’obbligo scatta a partire dal 12 settembre (e non dal 16 luglio come indicava la Circolare), da quel momento agenti e portali dovranno necessariamente trattenere il 21% dell’imposta sui redditi percepiti come affitti brevi.

Questo vuol dire che il versamento delle somme trattenute dal 12 settembre in poi deve avvenire, come da indicazioni del provvedimento dell’agenzia delle entrate, entro il 16 ottobre 2017.


Cosa succede in caso di accertamenti?


Considerando che la legge è in vigore e non si tratta pertanto di una modifica alla stessa, le amministrazioni tributarie locali potrebbero (anche se l’ipotesi appare davvero molto remota) fare degli accertamenti nei confronti degli operatori che erano tenuti al versamento dell’imposta del 21%. In questo caso, quindi, gli operatori potranno opporsi appellandosi proprio al sopra citato articolo 2 dello Statuto dei Contribuenti, e non dovendo in questo modo pagare eventuali sanzioni.


Intanto gli agenti e i portali coinvolti avranno tempo per studiare bene la normativa e adeguarsi al meglio, tenendo ben in mente che non ci sono modifiche rispetto all’altro obbligo introdotto dal decreto rispetto alla CU (Certificazione Unica), ovvero di comunicare i dati di chi prende in affitto le case vacanze. Qui il lasso di tempo per l’adeguamento era già molto più ampio: la certificazione andrà effettuata entro giugno 2018.


In attesa quindi di ulteriori novità, molti operatori potranno affrontare con più serenità le meritate vacanze!


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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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